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18/04/2019 06:4322passiAuto elettriche più economiche di quelle a combustione già nel ‘22!Fattori determinanti sono il calo nei costi di produzione delle batterie per le auto elettriche ma anche i vincoli sulle emissioni per quelle a combustione (Rinnovabili.it) – Il prezzo medio delle auto elettriche potrebbe essere più basso rispetto a quelle alimentate a benzina o diesel già a partire dal 2022: la previsione emerge dall’Electric Vehicle Outlook pubblicato da Bloomberg New Energy Finance.Secondo l’agenzia statistica, il divario nei prezzi di listino tra veicoli elettrici e auto a combustione interna si sta assottigliando sempre più di anno in anno: la variabile che potrebbe cambiare definitivamente il rapporto a vantaggio delle e-car è il costo delle batterie che per diversi anni ha rappresentato circa metà del prezzo finale, ma attualmente si attesta a 1/3 del valore nei veicoli a zero emissioni.Se le previsioni di Bloomberg New Energy Finance dovessero essere corrette, entro il 2022, le batterie rappresenteranno solo il 25% o persino meno del costo finale di un’auto elettrica portando, insieme all’abbattimento di consti di altre componenti come lo chassis e la stratta sulle emissioni per i veicoli a combustione, al sorpasso in termini di economicità.Il crollo nei costi di produzione dovrebbe quindi aumentare la domanda di auto elettriche che, a sua volta, spingerà l’industria dei componenti portando a un ulteriore ribasso dei prezzi: secondo Nikolas Soulopoulos, principale autore del report Bloomberg NEF, entro il 2030, i costi di motori, inverter ed elettronica di potenza dovrebbero essere più bassi rispetto agli attuali del 25-30%.Le stime di Bloomberg NEF sono in linea con altri report pubblicati negli ultimi mesi: già il Council on Clean Trasportation  aveva ipotizzato il rovesciamento del rapporto di convenienza tra un auto elettrica e un veicolo a benzina o diesel entro il 2025, mentre in un’analisi di mercato dello scorso gennaio, Deloitte immaginava entro il 2030 almeno 21 milioni di e-car circolanti sulle nostre strade e una spesa per i proprietari di veicoli elettrici pari a quella sostenuta dai possessori di auto a combustione già nel 2021 per il Regno Unito e nel 2022 in tutto il mondo.http://www.rinnovabili.it/mobilita/bloomberg-auto-elettriche-economiche/140
06/04/2019 11:1122passiICCF-22, 8-13 settembre 2019 - Assisi (PG), Italy.Stamattina mi è stato fatto notare che l'ICCF-22 - cioè proprio la ventiduesima International Conference on Condensed Matter Nuclear Science - si svolgerà, dall'8 al 13 settembre 2019, ad Assisi. Per la precisione a 180 metri da dove lavoro, esattamente davanti alle finestre del mio ufficio... È solo l'ennesima coincidenza che si verifica sotto il segno del numero 22 e ormai ho smesso di stupirmi. Ma volesse davvero il Cielo che - vista anche la vocazione spirituale della sede scelta per la conferenza - stesse per avverarsi il "sogno" di una nuova forma di energia rinnovabile in grado di trasformare il nostro mondo. C'è chi lo aspetta dal 1989, chi dal 2011... intanto gli anni passano e il nostro ambiente e il futuro dell'umanità tracollano inesorabilmente.38
01/03/2019 22:34Daniele Passerini#konaEVtour 23-24 febbraio 2019Domani alle 14.30 su Radio 24, nel corso della trasmissione L'Altro Pianeta, condotta da Laura Bettini, si parlerà del #konaEVtour un'iniziativa promozionale della mobilità elettrica, che ho contribuito ad organizzare, svoltasi lo scorso weekend del 23-24 febbraio. Lo scopo era dimostrare che oggi le auto elettriche di ultima generazione con oltre 4000 km di autonomia, in sinergia con una infrastruttura di ricarica sempre più diffusa, permettono di affrontare in un weekend oltre 1100 senza ansia per l'autonomia. Le vetture coinvolte sono state quattro Kona Electric 64kWh della Hyundai, bianche con tetto nero (unico allestimento e colore commercializzato l'estate scorsa in Italia).Alla guida di tre auto c'erano i loro proprietari, che vivono in Lombardia e sono diventati amici attraverso il gruppo fb "Hyundai Kona ELECTRIC fan group ITALY" di cui sono fondatore e amministratore (gruppo - ci tengo a sottolinearlo - non legato al marchio Hyundai se non da stima e rispetto). La quarta auto (alla cui guida si sono alternati un altro amministratore del gruppo, il giornalista di HDmotori che ci ha accompagnato e io stesso) apparteneva a Hyundai Italia che, saputo del nostro progetto, ha deciso di prestarcela per il weekend, come suole fare con i giornalisti che vogliono effettuare test drive e scriverci articoli.L'iniziativa è totalmente nata all'interno del gruppo fb e è stata gestita ed organizzata autonomamente da privati cittadini appassionati alla mobilità elettrica. Forse proprio per questo ha trovato subito la collaborazione di due importantissimi supporter:HDmotori - ha messo a disposizione del #konaEVtour un cameraman/giornalista per due giorni, curerà il montaggio di tutto il materiale registrato, diffonderà tramite i propri canali web e social l'iniziativa, di cui ha gia dato delle anteprime;E-GAP - ha spostato da Milano a Firenze un proprio veicolo di ricarica mobile mettendolo a disposizione del tour per un rabbocco di energia dalle parti di Firenze.Fino all'ultimo l'iniziativa era anche autofinanziata: i tre proprietari, oltre a mettere a disposizione le loro auto per il tour, avevano accettato di sobbarcandosi le spese di vitto, pernottamento e autostrada, idem dicasi per il guidatore della quarta vettura e per il giornalista al seguito. Ma all'ultimo momento abbiamo trovato due ulteriori sponsor che hanno coperto tutte le spese vive del tour: Enel X - ha fornito 4 tessere per ricaricare le auto gratis presso i suoi punti di ricarica ed ha diffuso tramite i propri canali social l'iniziativa.Hyundai Toy Motor - in cambio di una sosta alla concessionaria di Perugia ha omaggiato la cena e ha fornito un piccolo rimborso spese sufficiente a coprire le spese del viaggio.ITINERARIOMilano - Parma - Bagno a Ripoli - Valdichiana - Cortona - Passignano sul Trasimeno - Perugia - Assisi - Cesena - Parma - Milano (al ritorno si è preferito fermarsi più a lungo ad Assisi e saltare le tappe programmate a S. Marino e Ravenna)La partenza da Milano è avvenuta sabato 23 febbraio, ore 8.00.La partenza da MilanoDopo una breve sosta verso Parma, ci si è fermati 30 minuti verso Bagno a Ripoli, per l’intervento di E-GAP.Il rifornimento on the road con E-GAPGiunti al Valdichiana Outlet Village verso le 14:00, abbiamo sostato circa 1 ora per pranzare e ricaricare le auto alle colonnine di ricarica fast Ionity/Enel X, meta importante in quanto prima stazione in Italia ad alta potenza.Valdichiana Outlet Village, stazione di ricarica Ionity (Enel X)Verso le 15.30-16.000 l'arrivo a Cortona, con una sosta di circa 1h, dove ci ha intervistato Radio incontri in blu.Cortona, Piazza GaribaldiDopodiché il tour ha fatto sosta sul Lago Trasimeno.Passignano sul Trasimeno, lungolagoÈ seguita la visita di cortesia alla concessionaria Hyundai Toy Motor Perugia, con successiva cena al Golf Club Perugia.Visita alla concessionaria di PerugiaUltima tabù di sabato 23 al Country House scelto per il pernottamento.Perugia, Country House MontecorneoDopo una breve sosta al Residence Parco dei Loggi, dove abito (sono il terzo nella foto), domenica 24 mattina si è ripartiti alle 8.00 alla volta di Assisi.Perugia - Ponte San Giovanni, Residence Parco dei LoggiArrivati ad Assisi abbiamo toccato la Basilica superiore di S. Francesco, Piazza del Comune, la Rocca Maggiore, la Basilica di S. Chiara, la Basilica di S.M. degli Angeli.Foto di Assisi e Santa Maria degli AngeliDopo quasi due ore di sosta ad Assisi, la destinazione successiva è stata Cesena, fermi un'ora per pranzare e ricaricare alle colonnine fast di Enel X.Cesena, colonnina fast Enel XDopo un'ulteriore sosta di mezz'ora a Parma, il ritorno a Milano è avvenuto presso palazzo regione Lombardia per le ore 21:30.Milano, Palazzo LombardiaLa distanza totale coperta nell'arco delle due giornate è stata, ripeto, circa 1100 km. Senza alcun intoppo o imprevisto.L'iniziativa ha avuto (e continua ad avere) vasto eco sui social: in tutti i gruppi fb interessati alla mobilità elettrica, sulla pagina fb di Hyundai Italia, sulla pagina fb di Enel X, sulla pagina fb e sul sito di HDmotori ecc.A metà marzo saranno infine on line gli articoli e i video prodotti da HDmotori per documentare dettagliatamente il tour.La prossima volta proveremo a fare qualcosa di ancora più grande!30
14/02/2019 00:14Daniele PasseriniAnd now for something completely different: A Valentine's Taleshort novel by F.M.in un paesino della bassa bolognese abitava un filosofo.cioè, in realtà era un programmatore socialmente fallito che era arciconvinto di essere un filosofo.già il fatto che parlasse di sé in terza persona e fosse convinto di essere un filosofo denota chiari segni di squilibrio.d'altro canto, argomentava, un vero filosofo avrebbe potuto essere una persona socialmente vincente? evidentemente no, un vero filosofo avrebbe potuto essere solo una persona socialmente invisibile, meglio, inaccettabile come filosofo. una casalinga con la passione del kabuki, un allevatore montanaro con tanto tempo per pensare... una roba così. d'altro canto, argomentava essendo convinto di essere un filosofo, lo squilibrio è malattia? non si regge forse tutto il creato sullo squilibrio? se tutto fosse in equilibrio niente evolverebbe. certo, evolve verso la fine, la morte. ma, pensava da filosofo, la morte non è la fine, è la metà della vita. la morte non è il contrario della vita, il contrario della morte è la nascita. la vita è la somma algebrica della nascita e della morte, ma, stranamente, con un piccolo ingranaggio eccentrico nel mezzo che ne provoca un piccolo sbilancio, squilibrio. è questo squilibrio che provoca l'evoluzione.ora, cosa ci sarebbe stato alla fine della catena di tutti questi piccoli squilibri, effettivamente era una cosa un po' troppo grande anche per il nostro illustre filosofo sconosciuto.quello che è interessante notare è che ne deduceva: certo, lo squilibrio di una persona è malato. ma lo squilibrio di una persona in un corpo sociale, all'interno di un sistema, è sano. produce evoluzione. la malattia è una iattura per chi se la prende, e per chi gli sta intorno, ma è socialmente, sistemicamente, necessaria. come la morte. come le zanzare. come i topi e le loro pulci. per dire quanto era squilibrato, trovava delle analogie con alcune teorie della fisica, di cui capiva pochissimo, che si affacciavano in quel periodo sul palcoscenico della scienza di confine. un atomo ha delle proprietà, ma un insieme di atomi in un reticolo cristallino ha proprietà diverse, che non sono la somma delle proprietà degli atomi che lo compongono. una molecola d'acqua ha delle proprietà, ma un litro d'acqua diventa un sistema con proprietà diverse, al cui interno ci sono diversi sottosistemi che interagiscono con proprietà diverse.ora, queste cose non le aveva pensate lui, eh? le aveva lette. però le aveva trovate molto suggestive e in accordo su tante altre cose che gli sembravano vere osservando ciò che gli stava intorno.arrivati fino a qui vi starete domandando: ma scusa, in cosa si differenzia quindi un vero filosofo da un pazzo? la risposta ovvia e logica è: in niente. non c'è alcun modo per una persona sana, equilibrata di riconoscere un pazzo da un filosofo. uno squilibrato potrebbe essere un pazzo o un filosofo, è un'equazione di secondo grado.e soprattutto, perchè dovrebbe esserci differenza? la natura ha tutti i biglietti della lotteria e, pian piano, se li sta giocando tutti. sta giocando tutti gli squilibri possibili, tutte le mutazioni genetiche possibili, tutte le neoplasie e i cancri possibili, tutte le nevrosi possibili. sennò come farebbe a compiere il suo disegno che è di evolvere verso... boh? comunque di evolvere? quindi perchè fare differenza tra un biglietto della lotteria e l'altro? tra uno squilibrio "tentativo riuscito" e uno dei molti miliardi di tentativi non riusciti? e ancora. perchè un filosofo non potrebbe essere un pazzo, e viceversa? e contemporaneamente essere anche una persona sana, equilibrata? si è già detto, la natura le ha già giocate e se le giocherà tutte. in questo "tutte" ci stanno filosofi pazzi, pazzi filosofi, filosofi che hanno una sola idea strampalata e per il resto sono equilibratissimi, oppure totalmente idioti, e via così. tutte. tutte le combinazioni possibili. non solo. nel momento in cui una persona denota squilibrio, se per caso non avesse avuto voglia o inclinazione di diventare pazzo, facilmente gliel'avrebbero fatta venire. o peggiorare. si è già detto: al netto di valutazioni atomiche, molecolari, per la natura è uguale.all'interlocutore che faceva notare al nostro non più giovane filosofo: "scusa, eh? ma non ti stai accorgendo che tutto quanto dici è autopoietico, autoreferenziale, egocentrico?", il nostro, a caso tra i miliardi di risposte possibili, rispondeva: "ma tu l'hai trovato il tuo squilibrio? lo stai cercando?". al che l'interlocutore se ne andava con una scrollatina di spalle e un sorriso di compatimento. solitudine socialmente, sistemicamente, inaccettabile.non ci credrete, ma tutto questo noioso e folle pippone era solo... la premessa!!! la sostanza arriva adesso.di tutte le domande che si sono posti i filosofi dall'inizio della disciplina a oggi, una delle più importanti, se non la più importante per un sacco di persone soprattutto, non si capisce perchè, o forse sì, femmine, è: cos'è l'amore?ebbene, di nuovo non ci crederete, ma il nostro era arciconvinto di averlo capito. difficile da dimostrare, ma di averlo capito nella sua essenza questo sì. se ridete, avete due alternative: rileggere la premessa o allontanarvi con una scrollatina di spalle e una risatina di compatimento. per la natura, per dio, è uguale.-----------------------------------------------------------enunciato dell'amore:l'amore è un'energia che si libera dall'unione di due potenziali tramite un innesco.-----------------------------------------------------------freddino, eh? non sembra neanche che ci sia niente di nuovo. milioni di poeti hanno rappresentato l'amore mediante la metafora della fiamma che arde. e però già da una prima analisi di quanto enunciato discende una conseguenza importante e sottovalutata, se non addirittura incompresa: non ha senso dire "ti amo". ha senso come dire: l'ossigeno riscalda. non ha senso, non è vero. ha senso dire "facciamo l'amore", questo sì ha senso. ma il desiderio, la voglia di avere tra le braccia qualcuno non è amore: è manifestazione di esercizio del potere, di bisogno, di dipendenza, ossia il suo contrario (salvo il caso di amore genitoriale, tra impari, ma che prima o poi deve evolvere anche quello e riequilibrarsi, altrimenti rimane esercizio del potere).inoltre occorre notare che nell'enunciato non si fa assolutamente riferimento al fatto che i due potenziali siano omogenei e immutabili. nell'amore il "comburente" sta a destra in certi momenti, e in quei momenti il "combustibile" sta a sinistra, e poi si scambiano le posizioni. continuamente. se non riescono a farlo la produzione di energia cessa.e ancora si deduce che per fare l'amore, per liberare questa energia, occorre possedere dentro di sé una riserva di entrambi gli elementi, comburente e combustibile, equilibrata e abbondante.sappiamo tutti che per un certo periodo ci pensa la natura, dato un innesco, a produrre chimicamente il nostro potenziale. dopo, dipende dal potenziale che abbiamo dentro. ad alcuni è stato dato, ad altri no e, se vogliono, possono provare ad autoprodurselo. diventando adulti, cioè liberi, cioè indipendenti, e capaci di scegliere se vogliono che il potenziale si inneschi oppure no. difficilissimo. romagnoli (http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/unlibroalgiorno/2018/10/24/romagnoli-lamore-senza-fine_9ccc063c-4553-4b1e-aeee-ed5e50f510f3.html), un altro filosofo quasi compaesano del nostro, dice che sia facile. sì, certo, da vecchi è più facile per tanti motivi. ma facile in assoluto proprio no.però, caro filosofo in terza persona, che ti inventi pure un simplicio che dialoga con te come artificio narrativo e strumento dialettico per l'esposizione della tesi, giusto per dare il dovuto rilievo alle vette di delirio che si stanno raggiungendo, caro filosofo dicevo: ancora non è chiaro, gli enunciati e i corollari sono troppo astratti, troppo immateriali per poter essere introiettati fino in fondo, fino all'anima, fino alla comprensione veramente profonda. facci un esempio!va bene. credeva di averlo già fatto in passato, e che non fosse servito a niente, se non a ottenere una scrollatina di spalle e una risata di compatimento, ma comunque, l'avrebbe ripetuto.la scena è questa. domenica mattina presto, una famiglia ha in programma di trascorrere la giornata nella casa in montagna distante poche decine di chilometri.i tre figli men che adolescenti sono pronti, seduti sulla cassapanca del corridoio di ingresso con le giacche già indossate e le scarpe allacciate. il padre, in piedi di fianco ai figli e prossimo alla porta di casa, è anch'egli già pronto, con il cappotto addosso e il bastone da montagna in una mano, con l'altra fuma una sigaretta in attesa (paziente o impaziente non lo sappiamo e tutto sommato è irrilevante).la madre, seppur già vestita e truccata, è ancora in ciabatte e sta rifacendo i 4 letti di casa, 3 singoli e uno matrimoniale.per la madre è IMPORTANTE uscire con la casa in ordine, e non è IMPORTANTE arrivare in montagna mezz'ora dopo.per il padre è IMPORTANTE godersi quanto più possibile la giornata in montagna, al confronto la casa in ordine è un elemento del tutto non IMPORTANTE.alla fine dei lavori di riassetto, la famigluola parte e si gode la sua giornata in montagna.fine.bello, eh? vuole dire, il nostro filosofo: avete capito eh, cos'è l'amore, vero? noooo? allora ve lo spiega.se chiedeste a un branco di femminucce: "secondo te, il marito ama sua moglie?" probabilmente la risposta quasi unanime sarebbe: beh, no, se l'avesse amata veramente avrebbe rifatto lui i letti al posto di lei, o almeno le avrebbe dato una mano, perchè sapeva che per lei era importante, e così sarebbero anche partiti prima.se poi fate la stessa domanda a ruoli invertiti a un branco di maschietti: "secondo te, la moglie ama suo marito?" probabilmente la risposta quasi unanime sarebbe: beh, no, se l'avesse amato veramente avrebbe lasciato la casa in disordine e sarebbero partiti subito, perchè sapeva che per lui era importante partire il prima possibile.la verità è che queste due persone amano, quasi. hanno un potenziale dentro, ma non lo stanno usando. questo è l'amore saggio dei nostri vecchi, quello che i cinesi sintetizzano con "ama ciò che sposi, non sposare ciò che ami". grandioso, eh? per l'amor del cielo: nessuno intende sottovalutarne la portata. e anche una certa umana bellezza. avercene! ma non è amore. il filosofo de stoparde lo chiama "affettuosa tolleranza". bello, ma non è amore. i due vorrebbero il potere, non ci rinunciano, ma tollerano. bello, ma non è amore.a questo punto uno dei più intraprendenti di voi potrà pensare: eh già! l'amore è quando lui rifa i letti al posto suo perchè sa che per lei è importante, e lei gli urla dalla porta di casa "dai, andiamo! lascia stare i letti li rifaccio stasera!", perchè sa che per lui è importante.grande passo in avanti. ma ahimè no, neanche questo è l'amore. vorrebbero il potere, ma ci rinunciano. bellissimo, ma non è amore.l'amore è quando lui rifà i letti, lei urla dalla porta di casa "andiamo!", e quello che succede, che si parta o non si parta, NON È IMPORTANTE!-----------------------------------------------------------guarda caso, quando due giovani innamorati si incontrano una sera, e la natura, che ha bisogno di creare nuova vita e nuove nascite e nuovi squilibri e nuove estrazioni della lotteria e nuova primavera, li rifornisce di una quantità di combustibile e comburente che sembra ingannevolmente inesauribile, i due giovani si domanadano a vicenda: "cosa facciamo stasera?". ed entrambi, una sola voce, si sussurrano vibrando: non è importante.5
12/01/2019 11:40Daniele PasseriniIl mio primo anno di fotovoltaicoIl 20 gennaio 2018 ho attivato l’impianto fotovoltaico sulla mia bifamiliare: 3kW di pannelli Sunpower con ottimizzatori sul tetto, inverter SolarEdge e accumulo LG Chem da 10kWh in garage. Spesa totale onnicomprensiva (materiale, progetto, autorizzazione, istallazione ecc.): 17.000€ di cui la metà va in detrazione in 10 anni.Il BILANCIO ENERGETICO del primo anno è il seguente:3090kWh totali prodotti di cui 2050kWh (66%) consumati 1040kWh (34%) ceduti alla rete3310kWh totali consumati di cui2050kWh (64%) consumati 1260kWh (36%) presi dalla reteFondamentalmente ho quindi prodotto il 97% (3090/3310) dell’energia che mi era necessaria. Nonostante l’accumulo da 10kWh, ho dovuto riacquistare (con lo scambio sul posto GSE) tutta l’energia immessa in rete (1040kWh) e ulteriori 220kWh. Ciò non solo a causa di condizioni meteo contingenti, ma soprattutto di quelle stagionali-astronomiche (latitudine 43.11222000° - Perugia, Umbria, Centro Italia) e pure di una posizione non ottimale: ho il tetto in ombra nelle prime ore utili del mattino (a causa di una palazzina prospiciente a Est) e nelle ultime del giorno (a causa di una collina a Ovest).Anche producendo 3090kWh e consumando 3310kWh non ho ovviamente pagato solo il 7% della bolletta dell’anno scorso, e nemmeno il 36%: devo accontentarmi del 55,5%. Le spese fisse sono infatti notoriamente esorbitanti e il GSE (scambio sul posto) mi ha ridato indietro 75,36€ a fronte dei 1040kWh immessi in rete.Naturalmente, proprio per poter fare un paragone con la bolletta pre fotovoltaico, nel 2018 non ho cambiato gestore né abitudini di vita (tariffa bioraria e lavastoviglie, lavatrice e asciugatrice utilizzate di sera ecc.).Vedremo come andrà nel 2019; risparmierò qualcosa col cambio gestore, ma passerò a monoraria e sostituirò il fornello a gas con il piano ad induzione. Nel mio piano di rientro a 15 anni avevo fatto 3 ipotesi: 1) abbattimento della bolletta del 50%/anno (e invece mi sono fermato al 44,5%);2) aumento del costo dell’energia acquistata al gestore pari a +1%/anno;3) calo rendimento pannelli pari a -0,5%/anno.Vedrò di anno in anno se sono stato troppo ottimista o pessimista.Ma nessuna sorpresa. Ho sempre ribadito che per una normale famiglia con normali consumi la scelta del fotovoltaico è in primis etica e ambientale (nel 2018 ho immesso in atmosfera 1227kg di CO2 in meno), non certo economica. Diciamolo: il fotovoltaico non è ancora alla portata di tutti, è ancora meno lo è l’auto elettrica. Ma è anche vero che con un’auto elettrica potrei, soprattutto d’estate, ricaricarla anche con l’energia che produco (piuttosto che venderla alla rete per poi riacquistarla a un prezzo maggiore).Insomma chi ha possibilità logistiche (casa indipendente con superficie utile sul tetto e box) ed economiche, può fare sinergia integrando fotovoltaico e auto elettrica. Tutto questo - sottolineo ancora - non per realizzare chissà quali risparmi (quelli riguardano consumi aziendali, non familiari) ma per essere una famiglia più “green” ed incidere meno sull’ambiente.86
24/12/2018 00:22Daniele PasseriniAUGURI!Cari amici, felice Natale e buon 2019, l'ultimo degli anni '10.E già, son passati quasi 2 decenni dal capodanno millenario.E poiché s'invecchia insieme, vi auguro d'invecchiare bene, il prossimo e tanti anni ancora.P.S. Il blog è in stand bye dall'estate 2017, quando mi sono immatricolato di nuovo all'università. Ma sono piacevolmente sorpreso che - lurker non quantificabili a parte - ci siano ancora una ventina di voi che continua a passare e che sull'ultimo post del 5 ottobre scorso ha lasciato 246 commenti.Sono felice che siate sempre in forma, vi vedo infatti belli tosti come ai vecchi tempi!Un grande abbraccio a tutti.16
05/10/2018 02:04Daniele PasseriniLa prima caldaia ad idrogeno?Una "caldaia ad idrogeno" E.HY e l'inventore ing. Marco Bertelli.Qualche giorno fa, per puro caso, sento qualcuno parlare di una nuova caldaia domestica che un'azienda di Pisa (E.HY Energy Hydrogen) starebbe per mettere in commercio e subito mi si drizzano le orecchie: va ad idrogeno... produce acqua calda, ma anche elettricità... il serbatoio è incorporato nel box della caldaia stessa... un pieno di idrogeno, cui provvede la E.HY stessa, basterebbe a fornire una casa di acqua calda ed elettricità per circa un anno (da 8 a 20 mesi), rendendola completamente autosufficiente da un punto di vista energetico (idrogeno a parte). La caldaia è disponibile da  6.200 a 6.800 euro, a seconda della potenza, e un pieno di idrogeno, salvo il primo compreso nel prezzo d'acquisto della caldaia, costa 600€. Possibile - mi dico - che, dopo quasi 8 anni da quel fatidico 14 gennaio 2011, l'ingegner Andrea Rossi sia finalmente riuscito a mettere in commercio un e-cat domestico? No, stavolta l'ingegnere è un altro e si chiama Mario Bertelli.Corro a guardare il sito che reclamizza la sua invenzione, https://www.idrogenoverde.it; la homepage esordisce con queste parole: "Hydro. La prima caldaia ad idrogeno. La nostra esclusiva caldaia a idrogeno è in grado di fornire energia autonomamente per abitazioni, aziende o uffici. La caldaia, nello specifico, produce acqua calda sanitaria, da riscaldamento e energia elettrica. 100% ecosostenibile".Vado a curiosare tra le pagine. La sezione FAQ è una miniera di informazioni, per esempio alla sezione INTERVENTI trovo:Posso chiamare il mio idraulico di fiducia per eventuali anomalie o interventi? Attualmente, solo i tecnici autorizzati (concessionari) possono effettuare operazioni all’interno e all’esterno di HYDRO. La caldaia è dotata di una tessera di riconoscimento che abilita l’operatore alla “modalità manutenzione”.Perché questa misura di prevenzione? Attuiamo questa misura di precauzione proprio perché HYDRO non è come una normale caldaia. Gli operatori autorizzati sono del personale altamente formato e autorizzati ad intervenire in qualsiasi circostanza.Se volessi spostare la caldaia? La caldaia è fissata al muro da appositi ganci di blocco. Questi evitano spostamenti e manomissioni nel vano idrogeno (presente nel posteriore della caldaia). Se dovesse spostarla è necessario il supporto di un nostro operatore.Viene precisato inoltre che la caldaia "rispetta a pieno le normative vigenti per la sicurezza" e che "la certificazione Enea sarà disponibile da Aprile – Maggio del 2019."Poi una veloce ricerca dentro il sito mi porta a questa brochure:https://www.idrogenoverde.it/wp-content/uploads/2018/10/Scheda_Tecnica_HYDRO.pdf?x67779"Il principio del funzionamento è molto semplice: il cuore della caldaia è la cella di fusione (brevetto di nostra proprietà, italiano al 100%) grazie alla quale l’idrogeno, attraverso un processo chimico-fisico, produce vapore acqueo. È proprio il vapore a dare il via al processo che garantisce energia elettrica mediante una turbina e acqua calda sanitaria e da riscaldamento." (pag. 2)Trovo anche qualche incongruenza: da una parte "consumo di idrogeno medio 0,07g/h" (pag. 9) mentre la tabella comparativa dei tre modelli di caldaia (pag. 10) riporta un consumo medio di idrogeno di 0,8g/h per la HYDRO G1/W1, di 1,0g/h per la HYDRO G2/W2, di 1,2g/h per la HYDRO G3/W3.Poiché la brochure spiega (pag. 9) che il contenuto d'idrogeno della bombola è pari a 1000g di idrogeno se il consumo fosse 0,07g/h un pieno basterebbe per 14.286 ore di funzionamento ininterrotto, cioè 595 giorni, cioè quasi 20 mesi. Ma se fosse 0,8g i 20 mesi diventerebbero meno di 2... qual è la verità?Proviamo un altro approccio. Sappiamo che il potere calorifico dell'idrogeno è pari a circa 120MJ/kg, cioè 2,4 volte quello del metano (50MJ/kg) e 2,6 volte quello del GPL (46MJ/kg): basta questo a spiegare i rendimenti promessi? Ci capisco poco di queste cose, ma, se non sbaglio, 120MJ/kg = 120.000J/g, e se il consumo fosse 0,07g/h, la caldaia in un'ora produrrebbe 120.000J/g * 0,07g = 8.400J che diviso 3.600 corrisponde a 2,33J al secondo, credo per definizione 2,33W. Ma la potenza termica dichiarata per il modello base è 23kW (4 ordini di grandezza di più!) e quella elettrica 3,3kW (tre ordini di grandezza di più!).Se anche 0,07g/h fosse un refuso e il consumo vero fosse 0,8g/h avremmo: 120.000J/g * 0,8g = 96.000J che diviso 3.600 corrisponde a 26,66W. Ma la potenza termica dichiarata per il modello base sarebbe sempre 3 ordini di grandezza di troppo e quella elettrica 2 ordini di grandezza di troppo! Dunque - se non ho commesso errori - la E.HY dichiarerebbe prestazioni semplicemente incompatibili con l'energia prodotta da una reazione chimica dell'idrogeno e rimarrebbe come spiegazione quella di una reazione nucleare, la mitica fusone fredda... o quella di una prosaica bufala! Francamente, propendo per l'ultima ipotesi, ma ovviamente posso sbagliare (sono solo un esperto di politiche sociali, non un fisico o un ingegnere).Invoco pertanto l'intervento del Gruppo Scientifico per la Valutazione Indipendente di Tecnologie: questo è pane per i loro denti.Aggiungo per completezza che di questa caldaia ad idrogeno ne ha parlato un paio di volte Il Giornale:http://www.ilgiornale.it/news/ununica-caldaia-idrogeno-corrente-e-acqua-calda-1497166.htmlhttp://www.ilgiornale.it/news/caldaia-elimina-bollette-che-aiuta-decarbonizzare-1503006.htmlE su YouTube ci sono diversi video del titolare della E.HY Energy Hydrogen, l'ingegner Marco Bertelli:https://youtu.be/1Z4_UmGAjOohttps://youtu.be/4T-I5qZ-uxg269
16/08/2018 06:27Daniele PasseriniSulla tragedia del 14 agosto a GenovaMettiamola così. C’è un concessionario (che trae lautissimi profitti dalla concessione) cui compete la sicurezza e il monitoraggio dell’infrastruttura che lo Stato gli ha affidato.I suoi ingegneri nel 2009 valutano il ponte Morandi in condizioni di «assoluta sicurezza e stabilità», necessitante SOLO DI INTERVENTI DI ORDINARIA MANUTENZIONE. Poi «solo due anni più tardi, nel 2011, [la medesima struttura] è descritta come afflitta da “intenso degrado” ed è quindi “da anni oggetto di una manutenzione continua“.»Ora, sbaglierò ma vedo emergere due possibilità:1) effettivamente in soli 24 mesi si verifica - e viene monitorato e rendicontato - un imprevisto e drammatico ammaloramento strutturale del ponte... ma allora perché Autostrade non lo ha chiuso mettendo i governi di fronte al bisogno improcrastinabile di decidere con cosa sostituirlo velocemente? Si è forse creato un inciucio tra politica e Autostrade per rimandare la risoluzione del problema contando forse su un eccesso di pessimismo degli ingegneri?2) La descrizione del 2009 era veritiera, quella del 2011 “anticipava i tempi”: nel 2011 qualcuno decide scientemente di “rallentare” gli interventi di manutenzione ordinaria che potevano mantenere la struttura nei margini di sicurezza. Perché? Per CREARE LE CONDIZIONI atte a consentire appalti urgenti e straordinari... ma questa sciagurata scelta avrebbe fatto precipitare la “finestra di sicurezza” del ponte Morandi più velocemente di quanto preventivato.In entrambi i casi le responsabilità penali sarebbero gravissime. Non è ammissibile che nel XXI secolo un ponte crolli così da un giorno all’altro arrecando lutti irreparabili e ferite infrastrutturali INCOMPATIBILI con una nazione civile, industrializzata e democratica.In questo scenario, usare la TRAGEDIA del crollo del 14 agosto per “sciacallare” CONTRO il governo in carica da pochi mesi è puro patrio masochismo. Dovremmo invece tutti insieme batterci per la verità fuori da ogni partigianeria politica.Ho tratto lo spunto da questo articolo:https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/15/ponte-morandi-da-assoluta-stabilita-a-intenso-degrado-cosi-autostrade-cambio-in-soli-2-anni-il-giudizio-nei-report-ufficiali/4559928/Il contesto in cui inquadrare la tragedia:http://m.espresso.repubblica.it/inchieste/2017/03/14/news/lui-ruba-e-tu-rischi-la-vita-parla-il-primo-pentito-delle-grandi-opere-1.297123167
22/07/2018 09:22Daniele PasseriniN. 22 PirrolisinaSe come me ripetete a memoria dai tempi del liceo che gli aminoacidi esistenti sono 20, resettate: sono 22! :-)Pirrolisina (C12H21N3O3) Ovviamente accolgo il numero ad oggi accreditato dalla MAGGIORANZA DELLA COMUNITÁ SCIENTIFICA: "In natura, conosciamo classicamente 20 amminoacidi proteinogenici; più recentemente se ne sono aggiunti altri due (1986, 2004): la selenocisteina (SEC), considerato marginale fino alla scoperta di un ulteriore amminoacido, il 22°, chiamato pirrolisina (presente anche in alcuni archeobatteri)[2][3]. Alcuni autori ammettono anche un 23° amminoacido proteinogenico, la N-formilmetionina, un derivato della metionina, che inizia la sintesi proteica di alcuni batteri."(fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Amminoacido)0
16/06/2018 08:30Daniele PasseriniArea 22Attenzione!Questo blog rispetto al linguaggio "ha un ruolo predominante nella comprensione della parola udita e di altri suoni" nonché "nella generazione e comprensione delle singole parole"; in particolare, rispetto alla musica, "aiuta a distinguere le differenze tra melodia e intensità del suono".Al momento il suo blogger si dedica a linguaggio e musica su altri fronti e in altri luoghi. Ma prima o poi ritornerà.Nel frattempo, un caro saluto a tutti.LINK: https://it.wikipedia.org/wiki/Area_22_di_Brodmann9
01/06/2018 23:57Daniele PasseriniGrazie Matteo Renzi, se non ci fossi stato tu...Ho tanti pensieri, emozioni, sensazioni suscitati dagli eventi politici degli ultimi giorni. Ne condenso al volo qualcuno.Per la prima volta dalla storia della Repubblica abbiamo una nuova forma di maggioranza di governo: praticamente una diarchia. L'eterogeneità delle posizioni di M5S e Lega - con buona pace di chi fa di tutta l'erba (gialla) un fascio (verde) - mi fa ben sperare in un controllo a vicenda nel mantenere la giusta rotta.Per la prima volta dalla storia della Repubblica ha vinto il voto degli esclusi e non quello dell'establishment. Non c'era mai stato un rimescolamento di carte così massiccio nella geografia politica italiana: lo reputo un aspetto estremamente positivo.La crisi di identità della sinistra - che ha radici antiche e che solo la rampante parabola di Renzi aveva dato a molti l'illusione di una magica risoluzione - è esplosa drammaticamente. Non è un caso che tra gli iscritti alla CGIL (come me) sono stati più quelli che hanno votato M5S (come me) o Lega piuttosto che il PD. Il punto è che, tra i governi di destra e quelli di sinistra che si sono alternati e succeduti negli ultimi 25 anni, nessuno, proprio nessuno, ha notato sostanziali differenze, anzi è parso fin troppo chiaro quanto le loro politiche fossero in continuità e tutt'altro che alternative. È inevitabile che se la sinistra tradizionale non saprà uscire dal vuoto cosmico in cui è precipitata - e rinascere nuovamente ricca di contenuti propri, forti, riconoscibili - sarà destinata a sparire del tutto. Concludo con un riepilogo dei flash che ho scritto su Facebook nelle ultime 24 ore:Vincono tutti! MATTARELLA: la richiesta di sostituire Savona non era irricevibile. DI MAIO: si scusa con Mattarella, riporta Salvini a trattare. SALVINI: non resta col cerino in mano.L’ITALIA: c’è un governo per trattare con Bruxelles.Siamo laboratorio politico. L’alternanza tra forze contrapposte non si è dimostrata il massimo per giustizia sociale e democrazia. Proviamo la diarchia tra l’anima SX del M5S e quella DX della Lega: la politica yin&yang!Nessuno a menzionare il vero artefice del ribaltamento politico italiano: grazie Matteo Renzi, se non ci fossi stato tu a rottamare il PD chissà quanti anni ancora ci sarebbero voluti per avere un governo Conte!Chi accusa Di Maio d’esser puerile e instabile (prima loda Mattarella poi ne chiede l’impeachment poi chiede scusa e riapre la trattativa come suggerito da Mattarella) stima i burattini dei mercati finanziari e disistima le persone vere!CABALA POLITICAAnno: 2018 (‘18)Elezioni: 04/03/2018 = 4+3+2+1+8 = 18Legislatura: XVIII (18)Giorni per il Governo: 88 = 10 sett. + 18Giorno giuramento: 01/06/2018 = 1+6+2+1+8 = 1828
18/05/2018 23:19Daniele PasseriniPost senza titolo... anche questo è un cambiamento!Ecco dunque in 30 articoli (ho sudato freddo quando una delle prime bozze ne elencava 22!) il "contratto per il governo" che... lega M5S e Lega! Potete scaricarlo da questo link:https://www.quotidiano.net/polopoly_fs/1.3919629.1526651257!/menu/standard/file/contratto_governo.pdfCONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTOSOMMARIOIl funzionamento del Governo e dei Gruppi Parlamentari Acqua pubblica Agricoltura e pesca – made in italy Ambiente, green economy e rifiuti zero Banca per gli investimenti e risparmio Banca per gli investimenti Tutela del risparmio Conflitto d’interessiCultura Debito pubblico e deficit DifesaEsteri Fisco: flat tax e semplificazione Sterilizzazione clausole IVA e accise Detassazione e semplificazione per famiglie, imprese e partite IVAGiustizia rapida ed efficienteArea Magistratura e tribunaliArea penale, procedura penale e difesa sempre legittimaCertezza della penaArea civile, procedura civile e costi della giustiziaDiritto di famigliaReati ambientali e tutela degli animaliContrasto alle mafieOrdinamento penitenziarioGiustizia tributaria Immigrazione: rimpatri e stop al business Lavoro Lotta alla corruzione Ministero per le disabilità Pensioni. Stop legge Fornero Politiche per la Famiglia e natalità Reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanzaReddito di cittadinanzaPensione di cittadinanza Riforme istituzionali, autonomia e democrazia diretta Sanità Scuola Sicurezza, legalità e forze dell’ordineForze dell’ordineVigili del FuocoPolizia Locale e coordinamento con le forze dell’ordine stataliCyber security e contrasto al bullismoGioco d’azzardoOccupazioni abusiveSicurezza stradaleCampi nomadiSport ImpiantiSocietà e Associazioni sportiveSud Tagli dei costi della politica, dei costi delle istituzioni e delle pensioni d’oroTrasporti, infrastrutture e telecomunicazioniTurismoUnione EuropeaUniversità e ricerca114
18/05/2018 23:19Daniele PasseriniAnno 2018, XVIII Legislatura... chissà se questa concidenza porterà il tanto atteso cambiamento!Ecco dunque in 30 articoli (ho sudato freddo quando una delle prime bozze ne elencava 22!) il "contratto per il governo" che... lega M5S e Lega! Potete scaricarlo da questo link:https://s3-eu-west-1.amazonaws.com/associazionerousseau/documenti/contratto_governo.pdfCONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTOSOMMARIOIl funzionamento del Governo e dei Gruppi Parlamentari Acqua pubblica Agricoltura e pesca – made in italy Ambiente, green economy e rifiuti zero Banca per gli investimenti e risparmio Banca per gli investimenti Tutela del risparmio Conflitto d’interessiCultura Debito pubblico e deficit DifesaEsteri Fisco: flat tax e semplificazione Sterilizzazione clausole IVA e accise Detassazione e semplificazione per famiglie, imprese e partite IVAGiustizia rapida ed efficienteArea Magistratura e tribunaliArea penale, procedura penale e difesa sempre legittimaCertezza della penaArea civile, procedura civile e costi della giustiziaDiritto di famigliaReati ambientali e tutela degli animaliContrasto alle mafieOrdinamento penitenziarioGiustizia tributaria Immigrazione: rimpatri e stop al business Lavoro Lotta alla corruzione Ministero per le disabilità Pensioni. Stop legge Fornero Politiche per la Famiglia e natalità Reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanzaReddito di cittadinanzaPensione di cittadinanza Riforme istituzionali, autonomia e democrazia diretta Sanità Scuola Sicurezza, legalità e forze dell’ordineForze dell’ordineVigili del FuocoPolizia Locale e coordinamento con le forze dell’ordine stataliCyber security e contrasto al bullismoGioco d’azzardoOccupazioni abusiveSicurezza stradaleCampi nomadiSport ImpiantiSocietà e Associazioni sportiveSud Tagli dei costi della politica, dei costi delle istituzioni e delle pensioni d’oroTrasporti, infrastrutture e telecomunicazioniTurismoUnione EuropeaUniversità e ricerca0
04/05/2018 16:27Daniele PasseriniElettromobilità e redditoPost di Daniele PasseriniSappiamo da varie fonti statistiche e socioeconomiche oppure vediamo coi nostri occhi, se li teniamo aperti o non voltiamo il viso da un’altra parte, oppure sperimentiamo in prima persona, che l’allargamento della “forbice della diseguaglianza” (uno degli spiacevoli effetti della globalizzazione) da oltre un decennio riguarda in modo importante anche l'Italia. Cresce la fascia dei benestanti. Continua a ridursi la fascia del “reddito medio”. Cresce ahinoi la fascia degli indigenti e di chi si trova a rischio d'indigenza. E colpisce quanto le distanze quantitative tra la maggioranza del "ceto medio", la minoranza dei ricchi e la minoranza dei poveri si stiano livellando. Si tratta di uno scenario impensabile solo 10-15 anni fa, che sancisce la vittoria del consumismo sui valori e la resa dell’interesse della collettività a quelli individuali, che prefigura una società spezzata in 3 "stili di vita": quello dei consumatori di beni di lusso (benestanti); quello dei consumatori “normali”; quello dei non consumatori (poveri). In tale contesto parlare di auto elettriche rischia di essere bollato come velleitario, elitario e snob. Prima di una rivoluzione dell’elettromobilità servirebbero infatti ben altre “rivoluzioni” (sociali, morali, politiche) per ricostituire il patto solidaristico alla base di ogni società civile. Anche perché, in tessuti sociali complessi e interdipendenti in ogni loro parte come i nostri, se tutti avessimo il giusto potremmo stare tutti bene, se invece permangono privilegi da una parte e ingiustizie dall’altra non possiamo che risentirne tutti. È chiaro che, sic stantibus rebus, lo iato tra potere d'acquisto delle famiglie e prezzi di listino fa sì che le auto a zero emissioni non rientrino nel “paniere” delle famiglie comuni, quelle che faticano ad arrivare a fine mese a causa della precarizzazione del lavoro (e diminuzione complessiva delle retribuzioni), della disoccupazione, della mancanza di ben-essere in senso lato. È vero che i costi di gestione di un'auto elettrica (EV) sono minori di quelli di un'auto a combustione (ICE), ma se i prezzi di acquisto restano ben maggiori, la gran parte delle famiglie viene tagliata fuori. In altre parole, entrare nella e-mobility non è ancora una scelta dettata da convenienza economica, anzi, in molti casi è un lusso. Il motivo fondamentale può essere solo quello di voler contribuire in prima persona alla causa ambientale, per ridurre le emissioni di anidride carbonica, ossidi di azoto e polveri sottili, molto spesso come passo successivo all’istallazione di un impianto fotovoltaico sul tetto della propria abitazione (cosa che chi abita in un palazzo condominiale spesso non può nemmeno fare). In conclusione: chiunque può, possa!Il suo gesto contribuirà a fare crescere il mercato delle EV e abbassare i prezzi.0
04/05/2018 16:27Daniele PasseriniElettromobilità e redditoPost di Daniele PasseriniSappiamo da varie fonti statistiche e socioeconomiche oppure vediamo coi nostri occhi, se li teniamo aperti o non voltiamo il viso da un’altra parte, oppure sperimentiamo in prima persona, che l’allargamento della “forbice della diseguaglianza” (uno degli spiacevoli effetti della globalizzazione) da oltre un decennio riguarda in modo importante anche l'Italia. Cresce la fascia dei benestanti. Continua a ridursi la fascia del “reddito medio”. Cresce ahinoi la fascia degli indigenti e di chi si trova a rischio d'indigenza. E colpisce quanto le distanze quantitative tra la maggioranza del "ceto medio", la minoranza dei ricchi e la minoranza dei poveri si stiano livellando. Si tratta di uno scenario impensabile solo 10-15 anni fa, che sancisce la vittoria del consumismo sui valori e la resa dell’interesse della collettività a quelli individuali, che prefigura una società spezzata in 3 "stili di vita": quello dei consumatori di beni di lusso (benestanti); quello dei consumatori “normali”; quello dei non consumatori (poveri). In tale contesto parlare di auto elettriche rischia di essere bollato come velleitario, elitario e snob. Prima di una rivoluzione dell’elettromobilità servirebbero infatti ben altre “rivoluzioni” (sociali, morali, politiche) per ricostituire il patto solidaristico alla base di ogni società civile. Anche perché, in tessuti sociale complessi e interdipendenti in ogni loro parte come i nostri, se tutti avessimo il giusto potremmo stare tutti bene, se invece permangono privilegi da una parte e ingiustizie dall’altra non possiamo che risentirne tutti. È chiaro che, sic stantibus rebus, lo iato tra potere d'acquisto delle famiglie e prezzi di listino fa sì che le auto a zero emissioni non rientrino nel “paniere” delle famiglie comuni, quelle che faticano ad arrivare a fine mese a causa della precarizzazione del lavoro (e diminuzione complessiva delle retribuzioni), della disoccupazione, della mancanza di ben-essere in senso lato. È vero che i costi di gestione di un'auto elettrica (EV) sono minori di quelli di un'auto a combustione (ICE), ma se i prezzi di acquisto restano ben maggiori, la gran parte delle famiglie viene tagliata fuori. In altre parole, entrare nella e-mobility non è ancora una scelta dettata da convenienza economica, anzi, in molti casi è un lusso. Il motivo fondamentale può essere solo quello di voler contribuire in prima persona alla causa ambientale, per ridurre le emissioni di anidride carbonica, ossidi di azoto e polveri sottili, molto spesso come passo successivo all’istallazione di un impianto fotovoltaico sul tetto della propria abitazione (cosa che chi abita in un palazzo condominiale spesso non può nemmeno fare). In conclusione: chiunque può, possa! Il suo gesto contribuirà a fare crescere il mercato delle EV e abbassare i prezzi.91
19/04/2018 19:28Daniele PasseriniSe per un giorno potessi scrivere l'Amaca al posto di Michele Serradi Alessandro PepeSapete perché sorvolo sulla mancanza di democrazia dei 5Stelle? Sapete perché sopporto le battute sui taxi del mare di Di Maio? Sapete perché non mi interessa molto la questione Casaleggio Spectre? Sapete perché non faccio caso alle balle elettorali? E perché non mi interessano gli ammiccamenti ambigui a destra o la loro fluidità di idee spesso opportunista? Ed infine perchè non mi indigno troppo per la mancanza di democrazia interna, le epurazioni, i piccoli e grandi scandali, le parolacce, la questione Pizzarotti, le buche a Roma, la laurea di Di Maio, il padre fascista di Di Battista, le orecchie a sventola della Raggi, la democrazia digitale, partecipata, ecologica e trasversale?Perché per me la priorità è Berlusconi e tutto ciò che ha comportato e comporta. Dal punto di vista culturale, politico, sociale ed antropologico. Sì, sono rimasto all'indignazione del 1993. Lo so che molti di voi si sono abituati. Hanno imparato giustamente a conviverci, accettando questo lato di sé, un po’ qualunquista, un pò maschilista, un pò criminale, simpaticamente truffladino diciamo. Oppure l'altra metà si è abituata all'aventino culturale, quello dell'indignazione inerte, dell'elzeviro graffiante ma pronta a ricevere gli inviti delle feste del Faubourg con Confalonieri, Valeria Marini e Bertinotti, tutti sulla stessa terrazza (per motivi di lavoro ne sono stato testimone). Insomma io non mi sono abituato, sempre lì a chiedermi interdetto come sia potuto succedere, con lo stesso sguardo e lo stesso tono di Scalfari, Montanelli e Serra di 25 anni fa. E di conseguenza ingoio i rospi più indigesti pur di sostenere l'unico partito e movimento che parrebbe questa situazione, quest'aborto d'idea di Italia, questa soggezione subculturale, non accettare. Semplicemente così, voto 5Stelle perchè sono un nostalgico.0
19/04/2018 19:28Daniele PasseriniSe per un giorno potessi scrivere l'Amaca al posto di Michele Serradi Alessandro PepeSapete perché sorvolo sulla mancanza di democrazia dei 5Stelle? Sapete perché sopporto le battute sui taxi del mare di Di Maio? Sapete perché non mi interessa molto la questione Casaleggio Spectre? Sapete perché non faccio caso alle balle elettorali? E perché non mi interessano gli ammiccamenti ambigui a destra o la loro fluidità di idee spesso opportunista? Ed infine perchè non mi indigno troppo per la mancanza di democrazia interna, le epurazioni, i piccoli e grandi scandali, le parolacce, la questione Pizzarotti, le buche a Roma, la laurea di Di Maio, il padre fascista di Di Battista, le orecchie a sventola della Raggi, la democrazia digitale, partecipata, ecologica e trasversale?Perché per me la priorità è Berlusconi e tutto ciò che ha comportato e comporta. Dal punto di vista culturale, politico, sociale ed antropologico. Sì, sono rimasto all'indignazione del 1993. Lo so che molti di voi si sono abituati. Hanno imparato giustamente a conviverci, accettando questo lato di sé, un po’ qualunquista, un pò maschilista, un pò criminale, simpaticamente truffladino diciamo. Oppure l'altra metà si è abituata all'aventino culturale, quello dell'indignazione inerte, dell'elzeviro graffiante ma pronta a ricevere gli inviti delle feste del Faubourg con Confalonieri, Valeria Marini e Bertinotti, tutti sulla stessa terrazza (per motivi di lavoro ne sono stato testimone). Insomma io non mi sono abituato, sempre lì a chiedermi interdetto come sia potuto sucedere, con lo stesso sguardo e lo stesso tono di Scalfari, Montanelli e Serra di 25 anni fa. E di conseguenza ingoio i rospi più indigesti pur di sostenere l'unico partito e movimento che parrebbe questa situazione, quest'aborto d'idea di Italia, questa soggezione subculturale, non accettare. Semplicemente così, voto 5Stelle perchè sono un nostalgico.120
12/04/2018 09:00Franco SarbiaFemminicidio: perché nessuno ferma la mortep.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px 'Helvetica Neue'; color: #454545}p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px 'Helvetica Neue'; color: #454545; min-height: 14.0px}Post di Franco SarbiaIeri un’altra donna è stata massacrata da un vigliacco. 20 donne uccise dall’inizio dell’anno: in media una ogni 60 ore. Per capire perché nessuno ferma la morte riporto, da un paese di provincia, una storia di ordinaria violenza contro le donne.In una casa di campagna abita un ragazzo solo. Da giorni  il suo cane abbaia in continuazione anche di notte e l’auto che egli parcheggiava nel cortile non c’è più. Il cortile appartiene a una cascina contigua dove vivono una signora, il suo compagno e altre due donne. Una mattina i vicini, preoccupati per la sorte del ragazzo e del cane fanno avvertire suo padre, che da lì a poco arriva con due carabinieri. Chiamano il ragazzo, ma non dà segni di vita. Allora il padre autorizza i militari a rompere un vetro per entrare in casa. Il figlio esce come una furia e tenta di aggredire il padre. I carabinieri lo immobilizzano. Poi lo lasciano rientrare in casa e se ne vanno.Il ragazzo aspetta che sia uscita l’auto dell’unico uomo della famiglia dei vicini e bussa violentemente alla loro porta, urlando. La donna, spaventata gli apre. Lui la insulta, l’accusa di avergli mandato i carabinieri. Le grida che è per colpa sua se gli hanno spaccato il vetro. La minaccia. Se la prende anche con la ragazza che stava lavorando al computer. Poi solleva da un trespolo il grande vaso di una pianta grassa e lo scaglia contro la vetrata della loro veranda. Il vaso si rompe e sparge a terra pianta, cocci e terriccio. Il vetro resiste. La donna gli dice di non aver chiamato lei i carabinieri e lo invita a uscire. Il ragazzo esce, scaglia due grossi massi morenici contro l’auto della donna e sfonda il parabrezza. Quando l’uomo rientra lo cerca. Il ragazzo s’affaccia immediatamente dal suo balcone brandendo una bottiglia e lo minaccia: «Vogliamo giocare da qui?». Poi rincasa con un gesto osceno. A questo punto la donna e il suo compagno chiedono l’intervento dei carabinieri. Quelli rispondono che i danneggiamenti non sono un reato punibile con l’arresto e li invitano a fare denuncia in caserma. Poiché i coniugi insistono che vengano almeno a constatare i danni rispondono: «se proprio lo volete, vi mando una macchina». Dopo mezz’ora arrivano altri due gendarmi da un paese vicino. Fotografano tutto e se ne vanno.Nel primo pomeriggio l’uomo è in giardino. Il ragazzo esce alterato e gli urla: «non si può far tacere il campanello?» L’uomo ora ode uno squillo continuo ma vede che nessuno sta premendo il pulsante e lo avverte che probabilmente il campanello è guasto. Il ragazzo entra in casa armeggia con la suoneria e dopo qualche secondo riesce a spegnerla. Subito dopo esce in giardino con un coltellaccio da cucina. L’uomo gli parla come ci si rivolgerebbe a un figlio: «ma che fai, vieni con il coltello? Perché?». Arrivato alla cancellata che li separa, il ragazzo salta sul muretto di confine, ghermisce l’uomo dall’alto per il colletto, ma egli si sottrae e il ragazzo desiste. Prima di andarsene agita in alto il coltello e minaccia: «Io te lo pianto in mezzo agli occhi questo!». Dal suo comportamento si capisce che al ragazzo piace aggredire le donne indifese ma è terrorizzato dalle reazioni degli uomini e per vigliaccheria li affronta solo armato e a tradimento.La coppia va alla caserma dei carabinieri ed espone i fatti a un brigadiere. Questo li informa che al ragazzo è vietato avvicinare la madre perché l'aveva picchiata brutalmente più volte. Nessuno li aveva avvertiti prima della sua pericolosità. «Comunque noi non possiamo occuparcene se non lo denunciate», precisa lui. «Ma che accade dopo averlo denunciato?», chiedono. «Succede che noi inoltriamo la denuncia al magistrato, il quale lo avviserà perché si possa difendere», risponde. Loro replicano «Ma se quello riceve un avviso, per tentato accoltellamento e aggressione a due donne, attraversa il cortile e stermina tutta la famiglia. Noi non vogliamo fare del male a lui, ma nemmeno subirne. Chiediamo protezione». «Noi non possiamo fare nulla», conclude il brigadiere.Allora i coniugi indirizzano una lettera confidenziale al direttore del centro di salute mentale, e gli descrivono la situazione. Si rivolgono a lui perché ritengono che il comportamento del ragazzo testimoni di uno stato di malessere e paura, di sé stesso innanzitutto. E i suoi passaggi all’atto siano da ritenersi una richiesta d’aiuto in questi termini: «fermatemi prima che compia gesti irreparabili». Il medico risponde dopo due giorni, osservando che dal racconto emergono comportamenti di natura criminosa non di sua pertinenza. I coniugi obiettano che gli atti criminosi sono messi in atto da un paziente già sottoposto a Trattamento Sanitario Obbligatorio. L’aggressività recidiva del ragazzo verso le donne è esasperata dallo stato d’incuria e solitudine in cui vive da molti mesi: sommerso dai rifiuti e alimentato con cibo lasciato fuori dal cancello come a una belva feroce. Il problema è sociale – dicono – trascende la loro contingente richiesta di sicurezza: comprende responsabilità pubbliche e private di abbandono d’incapace, che non spetta loro denunciare.Il direttore questa volta risponde segnalando l’invio per conoscenza della lettera al suo avvocato. In modo perentorio dichiara di non essere autorizzato a discutere aspetti sanitari con loro e che i problemi sociali non sono di competenza del suo servizio ma dell’autorità di pubblica sicurezza, alla quale devono rivolgere la denuncia. Lo scaricabarile si conclude ribaltando sulle vittime di violenza la responsabilità di ogni iniziativa, e abbandonandole ai loro carnefici. Questa esperienza testimonia che nessuno protegge le donne aggredite. Quando infine sono costrette a denunciare le brutalità degli uomini, magari per farsi curare le ferite in ospedale, continuano a rimanere sole e per difendersi devono esporsi ancor di più alla violenza, mettendo a rischio la loro vita. I problemi mentali del ragazzo non devono far ritenere che ci si trovi di fronte a una eccezione. Anzi, in questo caso potrebbero esserci strumenti di prevenzione sanitaria non disponibili per i “normali” atti di violenza sulle donne. Non viene dai pazzi il principale rischio di femminicidio. Gli assassini capaci d'intendere e di volere sono assai più numerosi dei folli e detengono il monopolio quasi assoluto degli stermini di massa. La pazzia è come il vino: rivela di ognuno la verità profonda, di un buono l'amore, di uno stronzo l'odio e la vigliaccheria di cui sono impastati tutti gli uomini che ammazzano le donne.Nell'immagine: Dettagli della colluttazione tra Plutone e Proserpina, particolare dal ratto di Proserpina (1621-1622) di Gian Lorenzo Bernini. Roma, Galleria Borghese p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px 'Helvetica Neue'; color: #454545}0
12/04/2018 09:00Franco SarbiaFemminicidio: perché nessuno ferma la mortep.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px 'Helvetica Neue'; color: #454545}p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px 'Helvetica Neue'; color: #454545; min-height: 14.0px}Post di Franco SarbiaIeri un’altra donna è stata massacrata da un vigliacco. 20 donne uccise dall’inizio dell’anno: in media una ogni 60 ore. Per capire perché nessuno ferma la morte riporto, da un paese di provincia, una storia di ordinaria violenza contro le donne.In una casa di campagna abita un ragazzo solo. Da giorni  il suo cane abbaia in continuazione anche di notte e l’auto che egli parcheggiava nel cortile non c’è più. Il cortile appartiene a una cascina contigua dove vivono una signora, il suo compagno e altre due donne. Una mattina i vicini, preoccupati per la sorte del ragazzo e del cane fanno avvertire suo padre, che da lì a poco arriva con due carabinieri. Chiamano il ragazzo, ma non dà segni di vita. Allora il padre autorizza i militari a rompere un vetro per entrare in casa. Il figlio esce come una furia e tenta di aggredire il padre. I carabinieri lo immobilizzano. Poi lo lasciano rientrare in casa e se ne vanno.Il ragazzo aspetta che sia uscita l’auto dell’unico uomo della famiglia dei vicini e bussa violentemente alla loro porta, urlando. La donna, spaventata gli apre. Lui la insulta, l’accusa di avergli mandato i carabinieri. Le grida che è per colpa sua se gli hanno spaccato il vetro. La minaccia. Se la prende anche con la ragazza che stava lavorando al computer. Poi solleva da un trespolo il grande vaso di una pianta grassa e lo scaglia contro la vetrata della loro veranda. Il vaso si rompe e sparge a terra pianta, cocci e terriccio. Il vetro resiste. La donna gli dice di non aver chiamato lei i carabinieri e lo invita a uscire. Il ragazzo esce, scaglia due grossi massi morenici contro l’auto della donna e sfonda il parabrezza. Quando l’uomo rientra lo cerca. Il ragazzo s’affaccia immediatamente dal suo balcone brandendo una bottiglia e lo minaccia: «Vogliamo giocare da qui?». Poi rincasa con un gesto osceno. A questo punto la donna e il suo compagno chiedono l’intervento dei carabinieri. Quelli rispondono che i danneggiamenti non sono un reato punibile con l’arresto e li invitano a fare denuncia in caserma. Poiché i coniugi insistono che vengano almeno a constatare i danni rispondono: «se proprio lo volete, vi mando una macchina». Dopo mezz’ora arrivano altri due gendarmi da un paese vicino. Fotografano tutto e se ne vanno.Nel primo pomeriggio l’uomo è in giardino. Il ragazzo esce alterato e gli urla: «non si può far tacere il campanello?» L’uomo ora ode uno squillo continuo ma vede che nessuno sta premendo il pulsante e lo avverte che probabilmente il campanello è guasto. Il ragazzo entra in casa armeggia con la suoneria e dopo qualche secondo riesce a spegnerla. Subito dopo esce in giardino con un coltellaccio da cucina. L’uomo gli parla come ci si rivolgerebbe a un figlio: «ma che fai, vieni con il coltello? Perché?». Arrivato alla cancellata che li separa, il ragazzo salta sul muretto di confine, ghermisce l’uomo dall’alto per il colletto, ma egli si sottrae e il ragazzo desiste. Prima di andarsene agita in alto il coltello e minaccia: «Io te lo pianto in mezzo agli occhi questo!». Dal suo comportamento si capisce che al ragazzo piace aggredire le donne indifese ma è terrorizzato dalle reazioni degli uomini e per vigliaccheria li affronta solo armato e a tradimento.La coppia va alla caserma dei carabinieri ed espone i fatti a un brigadiere. Questo li informa che al ragazzo è vietato avvicinare la madre perché l'aveva picchiata brutalmente più volte. Nessuno li aveva avvertiti prima della sua pericolosità. «Comunque noi non possiamo occuparcene se non lo denunciate», precisa lui. «Ma che accade dopo averlo denunciato?», chiedono. «Succede che noi inoltriamo la denuncia al magistrato, il quale lo avviserà perché si possa difendere», risponde. Loro replicano «Ma se quello riceve un avviso, per tentato accoltellamento e aggressione a due donne, attraversa il cortile e stermina tutta la famiglia. Noi non vogliamo fare del male a lui, ma nemmeno subirne. Chiediamo protezione». «Noi non possiamo fare nulla», conclude il brigadiere.Allora i coniugi indirizzano una lettera confidenziale al direttore del centro di salute mentale, e gli descrivono la situazione. Si rivolgono a lui perché ritengono che il comportamento del ragazzo testimoni di uno stato di malessere e paura, di sé stesso innanzitutto. E i suoi passaggi all’atto siano da ritenersi una richiesta d’aiuto in questi termini: «fermatemi prima che compia gesti irreparabili». Il medico risponde dopo due giorni, osservando che dal racconto emergono comportamenti di natura criminosa non di sua pertinenza. I coniugi obiettano che gli atti criminosi sono messi in atto da un paziente già sottoposto a Trattamento Sanitario Obbligatorio. L’aggressività recidiva del ragazzo verso le donne è esasperata dallo stato d’incuria e solitudine in cui vive da molti mesi: sommerso dai rifiuti e alimentato con cibo lasciato fuori dal cancello come a una belva feroce. Il problema è sociale – dicono – trascende la loro contingente richiesta di sicurezza: comprende responsabilità pubbliche e private di abbandono d’incapace, che non spetta loro denunciare.Il direttore questa volta risponde segnalando l’invio per conoscenza della lettera al suo avvocato. In modo perentorio dichiara di non essere autorizzato a discutere aspetti sanitari con loro e che i problemi sociali non sono di competenza del suo servizio ma dell’autorità di pubblica sicurezza, alla quale devono rivolgere la denuncia. Lo scaricabarile si conclude ribaltando sulle vittime di violenza la responsabilità di ogni iniziativa, e abbandonandole al loro destino. Questa esperienza testimonia che nessuno protegge le donne aggredite. Quando infine sono costrette a denunciare le brutalità degli uomini, magari per farsi curare le ferite in ospedale, continuano a rimanere sole e per difendersi devono esporsi ancor di più alla violenza, mettendo a rischio la loro vita. I problemi mentali del ragazzo non devono far ritenere che ci si trovi di fronte a una eccezione. Anzi in questo caso potrebbero esserci strumenti di prevenzione sanitaria non disponibili per i “normali” atti di violenza sulle donne. Non viene dai pazzi il principale rischio di femminicidio. Gli assassini capaci d'intendere e di volere sono assai più numerosi dei folli e detengono il monopolio quasi assoluto degli stermini di massa. La pazzia è come il vino: rivela di ognuno la verità profonda, di un buono l'amore, di uno stronzo l'odio e la vigliaccheria di cui sono impastati tutti gli uomini che ammazzano le donne.Nell'immagine: Dettagli della colluttazione tra Plutone e Proserpina, particolare dal ratto di Proserpina (1621-1622) di Gian Lorenzo Bernini. Roma, Galleria Borghese p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px 'Helvetica Neue'; color: #454545}81
04/04/2018 18:28Daniele PasseriniPeccato che Maria Elisabetta Alberti Casellati...Post di G. PepeRispondo a un amico, ammiratore del Renzi pensiero, che si dice indignato per l’elezione alla presidenza del Senato di Maria Elisabetta Alberti Casellati (non gli ho inviato questa risposta, ritenendola cosa inutile).Peccato che Maria Elisabetta Alberti Casellati è stata nominata membro del consiglio superiore della magistratura (carica per nulla irrilevante) nel settembre del 2014 in pieno governo Renzi e senza alcuna apparente ragione di necessità, ma nessuno, allora, ebbe nulla da obiettare.Per l’elezione del presidente del Senato, sarebbe stato sufficiente che il PD avesse proposto Zanda, invece di Valeria Fedeli, una renziana DOC, per dare, non al M5S ma al paese, un presidente del Senato almeno passabile. I 5 Stelle sarebbero stati costretti ad appoggiarlo o a screditarsi. Penso che avrebbero preferito Zanda a condizione di essere garantiti, come ha fatto Salvini, nell’elezione di Roberto Fico alla camera. Non lo sapremo mai perché non sono nella testa dei politici: a fatica, riesco a stare nella mia. Il PD ha deciso di stare all’opposizione di un governo che ancora non esiste (si dimenticano che al momento sono proprio loro al governo) sostenendo che governare è compito di chi ha vinto. Verissimo: ma, purtroppo per molti e per fortuna per pochi, nessuno ha vinto perché sia il CDX sia i 5 Stelle, sono stati ben lontani dall’avere i numeri per governare da soli a causa di una pasticciata e ben studiata legge elettorale che, prima volta nella storia della nostra Repubblica, è passata con ben 8 decreti legge, con l’appoggio di tutte le forze politiche ad esclusione dei 5 Stelle (anche se tu sostieni che non è vero, negando ogni evidenza). Per fortuna, oggi, Internet ci permette di verificare immediatamente ogni cosa. Le fake news, quelle grossolane che circolano in rete, durano al massimo 24/48 ore.Prova a immaginare di tornare indietro di 40/50 anni; ricorderesti che la DC prendeva sistematicamente circa il 40% dei voti, il PCI circa il 30% e il rimanente 30% era diviso tra PSI e una moltitudine di liste minori. Il PSI non si è mai sognato di dire ai due partiti di opposizione che, avendo vinto loro, si arrangiassero a governare. Infatti sapevano che la vittoria dell’una o dell’altra forza dipendeva dalle decisioni delle forze minori. Ma i capricciosi bambini della politica si offendono facilmente rifugiandosi dietro un: adesso non gioco più. Oggi, cosa ancora più grave, la forza che si tira fuori non è affatto un partito minore: è il secondo partito che ha la possibilità, la responsabilità e il dovere di combattere per l’ideale politico che ritiene più giusto per il Paese. Io non so se sei ancora un convinto sostenitore di quel Renzi politico che avrebbe fatto il meglio che si poteva fare per la Nazione e per il suo Partito, ma le azioni politiche si giudicano sulla base dei risultati e non in base al loro racconto. Oggi l’Italia, al di là delle statistiche, delle chiacchiere e dei distintivi, vive una realtà nella quale la forbice tra ricchezza e povertà è andata progressivamente aumentando ed è questa la ragione che ha fatto perdere al PD oltre 6 milioni di voti nel giro di soli tre anni, superando ogni record negativo della sua storia passata. Renzi ha buttato dalla finestra oltre 50 miliardi di euro senza investire in quasi nulla di strutturale. Nessuna politica seria sul lavoro, nessun investimento sulla ricerca, nessuna politica energetica (che invece ha frenato), nessuna visione di grande respiro. Ho letto in questi giorni che l’Arabia Saudita ha varato un investimento di 300 miliardi di euro per costruire nel deserto, entro il 2030, un impianto fotovoltaico della potenza di 200 GW (gigawatt). Si tratta di una potenza enorme se pensiamo che l’energia solare attualmente prodotta in tutto il pianeta è di 400 GW. Ma, con tutto il petrolio che hanno, sono forse impazziti? La Cina due anni fa ha varato un progetto da 180 miliardi di dollari per produrre 150 GW di potenza tra solare ed eolico entro il 2020. Noi che facciamo? Appoggiamo il progetto TAP (Il 19 settembre 2013 Enel, Hera, Shell, E.ON, Gas Natural Fenosa, Gdf Suez, Axpo, Bulgargaz e Depa hanno firmato a Baku con il Consorzio Shah Deniz II i contratti di fornitura per la più importante vendita nella storia del gas (stima: 130 miliardi di euro) per rifornirci di energia da paesi sui quali non abbiamo alcun controllo. Tutto questo si conclude in pieno governo Letta, ma è presumibile che le trattative siano iniziate con il governo Monti. Forse in conflitto con gli accordi fatti da Berlusconi con Putin? Sono gli arabi quelli scemi e noi i furbi? In realtà si, perché su una grande opera solo pochissimi fanno grandi guadagni e, gli stessi o altri pochissimi, possono fare altri guadagni sui contratti di fornitura. Il fatto che il gas inquini meno del petrolio è solo un positivo, ma non risolutivo, effetto secondario. Tu mi insegni che se si hanno due fornitori, al posto di uno, il potere contrattuale del cliente è maggiore, Peccato che il cliente non è la Nazione, ma chi firma il contratto. L’abbiamo capito quando Berlusconi, nel lettone di Putin, firmò il contratto per la fornitura di gas. Non sapremo mai quanto gli rese, lo possiamo intuire da quel poco che ha speso per mettere a tacere l’esercito che poteva ricattalo e per mettere al suo servizio altri servitori.Si potrebbe obiettare, per ritornare alla TAP, che i 130 miliardi di euro non sono soldi dello Stato, ma di società private, ma le società private investono per avere dei guadagni e quei guadagni gli arrivano sempre dalle nostre tasche. Non vorrei sbagliarmi ma con una spesa di 130 miliardi di euro potremmo produrre energia pulita e renderci totalmente liberi da ogni possibile ricatto esterno e la bolletta energetica si azzererebbe. Ma anche se dovessimo spendere il doppio, ne avremmo comunque un maggior vantaggio sia per l’ambiente che per l’economia, che poi sono la stessa cosa.A questo proposito leggi: Il piano cinese sulle energie rinnovabili che cambierà il mondo (e vale ...Per quale motivo dobbiamo lasciare agli altri di decidere il nostro destino quando abbiamo tutte le risorse per poterlo decidere noi?Il governo Renzi, ancora più dei precedenti governi, ha prodotto una innumerevole serie di piccoli balzelli che non cambiano nulla a me, ma, per chi non ha nulla o quasi nulla, rappresentano una tragedia. Il governo Renzi ha continuato sulla politica di Berlusconi favorendo, piuttosto che frenare, l’ingresso del privato nel pubblico (acqua, scuola, sanità…) al punto che, per la prima volta, in alcuni casi, un’analisi clinica, presso una struttura privata, costa meno del ticket. Ti rendi conto della gravità di questo fatto?So bene, perché me lo hai detto più volte, sia direttamente che indirettamente, che tu pensi che questa mia analisi sia il frutto di una mente annebbiata e faziosa, ma gli italiani, quelli che vivono sulla propria pelle i disagi di queste contro riforme, la pensano come me, non perché io o qualcun altro li abbia convinti, ma perché vivono in modo diretto il disagio provocato da queste politiche. Se ricevo una martellata, non serve che uno mi spieghi che quella martellata mi provoca dolore. Noi, che siamo privilegiati, perché non riceviamo quella martellata, abbiamo invece il dovere di capirlo. Io sono disposto a cedere una parte di miei privilegi se questo può portare beneficio a chi soffre, ma non sono disposto a mollare un centesimo per favorire chi sta molto meglio di me e sono assolutamente certo che la maggioranza dei cittadini la pensi come me, altrimenti non avremmo eserciti di volontari che dedicano il loro tempo ad aiutare il prossimo; ma costoro non fanno lo stesso rumore del rumore che fa quell’infima minoranza di veri criminali. Ma se chi ci governa inizia a dare il buon esempio la gente sarà aiutata a capire che il bene del prossimo è soprattutto il proprio bene così da far rinascere un entusiasmo come quello che nasce al termine di una guerra. Naturalmente non avremo lo stesso tasso d’entusiasmo che si genera quando si esce da una vera guerra ma sarà di gran lunga più salutare che essere governati dalla disperazione.È vero che un governo, che fa cose importanti, scontenterà sempre qualcuno e questo potrebbe fare perdere qualche consenso, ma neppure il governo Monti perse così tanti consensi quando usò la mannaia della legge Fornero. Chiediti il perché di questa differenza e cerca di darti una risposta. Non basta dire che si è fatta la buona scuola perché la scuola sia buona. Se quella riforma fosse stata veramente buona il numero di coloro che ne hanno tratto vantaggio sarebbe stato superiore a quelli che inevitabilmente ne sono stati svantaggiati e il governo, nel bilancio tra la perdita e il guadagno, avrebbe ricevuto più consensi e le parole di Salvini o dei diversi Di Maio sarebbero cadute nel vuoto. Naturalmente potresti eccepire che il vantaggio, a volte, non è immediato e quindi non compreso da tutti, ma quando la perdita è così catastrofica, significa che quel vantaggio non esiste. A Roma infatti Raggi ha perso una parte dei consensi, ma evidentemente i Romani che vivono quella realtà, hanno verificato che il bombardamento informatico scagliato contro la giunta che li governa non corrisponde alla realtà del loro vissuto, altrimenti i 5 Stelle, a Roma, sarebbero letteralmente spariti e a Ostia, mai avrebbero vinto. Come dice Feltri: è fattuale.Ma sai, gli sconfitti dicono che la colpa sia delle fake news. Le bugie dei politici hanno le gambe corte, ma le fake news hanno le gambe cortissime.Cerco quindi di rispondermi a questa domanda: come mai un politico tronfio, ma sicuramente non demente, ha messo in fila una tale serie di sconfitte e persiste nel cantare sempre lo stesso fallimentare ritornello? Forse sta seguendo il detto che è meglio essere padroni all’Inferno che camerieri in Paradiso? Nel frattempo si è trovato un bel posto proprio in quel Senato che lui voleva abolicchiare e persiste nel dimettersi senza dimettersi, continuando a dettare, da padrone, la sua linea politica. Lo stanno pure a sentire! Come il problema non era Berlusconi quanto i berlusconiani, il problema, oggi, non è Renzi ma i renziani.Il PD, mi par di capire, spera nella politica del tanto peggio tanto meglio, la tipica politica di chi è disperato e non ha idee e quindi continua a sperare in una possibile alleanza tra 5 Stelle e PDL che vedo difficilmente realizzabile perché sarebbe un reciproco suicidio politico e né Salvini né Di Maio mi sembrano così sprovveduti; ma tutto è sempre possibile. L’unica ipotesi probabile sarebbe un accordo, su tre o quattro punti precisi da realizzare in tempi rapidissimi per poi ritornare velocemente alle elezioni che si tradurrebbero in una specie di ballottaggio indiretto, con risultati per me più che scontati.Posso immaginare questo altro scenario: dopo il fallimento dell’incarico a Salvini e poi a Di Maio, la formazione di un vero governo tra ciò che rimane del PD, Forza Italia e Maroniani e Salviniani, purché possano salvare la faccia. D’altra parte Salvini ha votato l’attuale legge elettorale e ha comunque fatto alleanza con Berlusconi. A questo punto il governo potrebbe durare per l’intera legislatura perché avrebbe tutto il tempo di attingere, visto che la carne è sempre debole, dalla moltitudine dei nuovi eletti sia nel prato dei grillini che in quello di tutti i partiti minori. Se così fosse tra 5 anni troveremmo un Italia ancora più spaccata e non so se i 5 Stelle avranno ancora la forza di canalizzare tutta la rabbia lungo un percorso ancora fondamentalmente democratico. Il PD, in realtà, sperava di ottenere il 23/24% e FI si augurava di superare la Lega. Per mia fortuna, o per tua disgrazia, non è successo, e non avevo alcun dubbio su come sarebbero andate le cose.Esiste anche un’ipotesi fantapolitica che riguarda Mattarella, perché se fossi in lui starei attento a chi mi porta il caffè al mattino. Ma fortunatamente siamo in Italia e non negli USA dove sappiamo come Johnson ottenne, senza essere eletto, la nomina a presidente.Se questa mia analisi ti porta a credere che io pensi che il M5S sia la soluzione dei gravissimi problemi in cui versa l’Italia, ti sbagli di grosso, penso solo che possano rappresentare una possibilità e una speranza perché, se la speranza muore, allora veramente dovremmo preoccuparci, anche noi che siamo dei privilegiati.Vorrei ricordarti che due giorni prima delle elezioni ti scrissi che la politica italiana si trovava a dover affrontare un profondo cambiamento culturale e tu mi hai segnalato un articolo di Repubblica che derideva questa analisi. Può darsi che l’analisi di Repubblica fosse giusta e io continui a pensare in modo errato, tuttavia non solo quello stesso giornale, ma tutti gli organi di informazioni ora dicono che il risultato elettorale ha dato inizio ad una nuova stagione politica, definendola addirittura una rivoluzione. Come sono volubili questi nostri giornalisti e questi nostri politici!0
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